Museo degli strumenti musicali Firenze

Il Museo degli Strumenti Musicali fa parte del percorso espositivo della Galleria dell'Accademia e ospita gli strumenti della collezione del Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze; composta da circa quattrocento strumenti europei ed extraeuropei dal XVII al XX secolo provenienti da diverse collezioni, tra cui quella di Cosimo e Ferdinando de' Medici, dei Lorena, di Ferdinando Casamorata e di Alessandro Kraus, a cui si aggiunsero diversi doni, soprattutto da parte di Victor-Charles Mahillon (1841-1924), costruttore di strumenti a fiato e direttore del Museo degli Strumenti Musicali di Bruxelles, e della contessa Editta Rucellai, oltre che di numerosi musicisti.

Il nucleo granducale, il più antico della collezione, è costituito da 9 strumenti e proviene dalla collezione dei Medici, raccolta soprattutto dal granprincipe Ferdinando (1663-1713), figlio di Cosimo III, tra il 1640 e il 1732. Di questo primo nucleo fanno parte, tra gli altri, la viola tenore e il violoncello che facevano parte di un quintetto di strumenti ad arco costruito da Antonio Stradivari su commissione di Bartolomeo Ariberti che ne fece dono a Ferdinando, grande amante e mecenate della musica, e musicista egli stesso.

La viola tenore è l'unico strumento di Antonio Stradivari che si sia conservato sino ad oggi senza subire sostanziali modifiche strutturali, mentre il violoncello subì un pesante intervento di restauro e "ammodernamento" nel 1877. Ancora di questo nucleo della collezione fanno parte un violino e un violoncello di Niccolò Amati, liutaio cremonese e maestro dello stesso Stradivari, costruiti rispettivamente nel 1662 e nel 1660, un violino di Francesco Ruggeri del 1665, un contrabbasso attribuito a Bartolomeo Cristofori, conservatore della collezione medicea tra il 1716 e il 1732 e celebre per avere inventato il pianoforte, e uno strumento unico al mondo per il tipo di materiale usato: un salterio costruito con tre qualità diverse di marmo, in luogo del tradizionale legno, e recante una dedica in versi al granprincipe Ferdinando.

Risalgono invece per lo più alla fine del '700 e alla prima metà dell'800 gli strumenti provenienti dalla collezione dei Lorena. Si tratta di 29 strumenti di natura alquanto eterogenea, di cui fanno parte sei strumenti ad arco, tra cui una viola di Nicolaus Dopfer del 1774, una tromba marina, alcune ghironde e chitarre e diversi strumenti a fiato. Tra questi si trova un trio di tromboni da tiro (contralto, tenore e basso) costruito da Joseph Huschauer a Vienna nel 1813, forse l'unico trio di tromboni del primo Ottocento attualmente noto che si sia conservato integro, e numerosi strumenti a fiato da banda.

A questo nucelo, inoltre, appartengono una coppia di timpani a macchina della prima metà del XIX secolo, una coppia di xilofoni di legno, e una coppia di sonagliere utilizzate, secondo un inventario del 1863, per eseguire il 'valzer della frusta'.

Con l'annessione di Firenze al Regno d'Italia, e la conseguente cessazione della corte lorenese, la collezione di strumenti musicali fu affidata all'Istituto Musicale di Firenze, ora Conservatorio di Musica Luigi Cherubini. La proposta, avanzata dall'allora presidente dell'Istituto, Luigi Ferdinando Casamorata, fu accettata il 27 febbraio 1863 e il successivo 4 agosto gli strumenti furono trasferiti nella nuova sede dove potevano essere utili per l'istruzione dei giovani musicisti.

Casamorata pensò subito alla possibilità di istituire un vero e proprio museo degli strumenti musicali, che potesse offrire esempi delle varie fasi di trasformazione nel tempo dei principali strumenti musicali e nel 1880, lamentando con il belga Victor-Charles Mahillon la mancanza di strumenti a fiato storici nella collezione, ottenne da questi una donazione di numerose riproduzioni di strumenti antichi, tra cui alcuni basati su modelli della Roma antica, o pompeiani. Alla sua morte, inoltre, lo stesso Casamorata lasciò all'Istituto Musicale la propria collezione di strumenti, della quale facevano parte nove strumenti, tra cui il clavicembalo a persiana Longmann & Broderip del 1785.

Nel 1939 il Museo fu arricchito da una donazione di strumenti extraeuropei da parte della contessa Editta Rucellai.
A questa seguirono diverse altre donazioni l'ultima delle quali, in tempi molto recenti, è stata quella dei baroni Gatti-Kraus, comprendente alcuni pezzi della collezione di Alessandro Kraus, tra cui spiccano una spinetta poligonale attribuita a Domenico da Pesaro, e una tastiera di pianoforte attribuita a Bartolomeo Cristofori.

In seguito il Museo fu chiuso al pubblico in attesa di trovare spazi adatti alle nuove necessità e la maggior parte degli strumenti della collezione fu visitabile in occasione di due mostre allestite nel 1980 e 1981 rispettivamente a Palazzo Pitti e a Palazzo Vecchio.

Il 15 maggio 1996, in seguito a una convenzione stipulata tra il Ministero della Pubblica Istruzione e quello per i Beni e le Attività Culturali, la collezione degli strumenti è stata data in comodato alla Galleria dell'Accademia di Firenze.

Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50
Chiusura: lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale

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