Sant'Apollonia Firenze

Il Cenacolo di Sant'Apollonia è solo una parte di quello che un tempo era il grande convento di Sant'Apollonia. È stato tra i più grandi conventi femminili di Firenze, situato tra Via San Gallo, Via XXVII Aprile e Via Santa Reparata.

Il cenacolo è dedicato alla santa martire Apollonia, e fu fondato nel 1339 da Piero di Ser Mino. Successivamente nel 1440 venne inglobato con un monastero adiacente che dipendeva dalla Badia di Santa Maria a Mantignano.
In questa occasione vennero costruiti il chiostro ed il cenacolo, una grande sala con soffitti a cassettoni e una serie di finestre; le pareti furono affrescate da Andrea del Castagno.

Una parte è oggi adibita a museo; è composta dal refettorio e da alcune stanze attigue. Il chiostro e gli altri edifici appartengono invece all'Università di Firenze ed all'esercito Italiano.
La chiesa è un vero gioiellino, un meraviglioso soffitto a cassettoni e la cupola affrescata da Bernardino Poccetti. Ma sono immagini rubate al volo.

Andiamo ora a goderci la parte visitabile. Ecco il refettorio, con il celebre affresco di Andrea del Castagno. Ignorato da tutte le fonti, lo si è potuto apprezzare solo alla fine dell'800 con la soppressione del convento di clausura.
Entriamo in una vasta aula rettangolare; è il primo cenacolo rinascimentale fiorentino, siamo a metà del Quattrocento. Colpisce l'intensità, anche cupa, e la grande modernità dell'opera. Ma la vera grande novità è lo straordinario uso della prospettiva.
Ora la tribolazione di tutti gli artisti di quegli anni. Basti pensare ai due affreschi dei monumenti equestri di Paolo Uccello e Andrea del Castagno in Duomo.
Finchè Ser Filippo Brunelleschi toglie tutti d'impaccio, inventando la prospettiva matematica a unico punto di fuga. Anche se, a onor del vero, Andrein degli Impiccati se la cavava egregiamente. Il nomignolo gli fu dato perchè ritrasse impiccati sulla facciata del Bargello, Albizzi e Peruzzi, dopo la battaglia di Anghiari.

Interessanti anche le iconografie medievali di due tavole di Neri di Bicci.
Non può mancare Santa Apollonia, la protettrice dei dentisti. Ha un bel paio di tenaglie in mano, con tanto di dente sanguinante. Immaginate al tipo di martirio che ha subito: sdentata viva, si butta nel fuoco per non dire una bestemmia. Una Madonna con bambino, dove il bambino fruga giocosamente nel seno della madre, in una posa del tutto inusuale. E un pesatore di anime che separa su una bilancia i beati dai dannati, con tanto di Satana che allunga le grinfie sul malcapitato che pesa di più. La beatitudine si sa vola alta, e noi comuni mortali restiamo schiacciati dai nostri peccati.

Feriale: dalle 8.15 alle 13.50; aperto il primo, terzo e quinto lunedì del mese.
Festivo: dalle 8.15 - alle 13.50; aperto la seconda e quarta domenica del mese.
Chiuso il secondo e quarto lunedì del mese, la prima, terza e quinta domenica del mese.

La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura del museo.
Ingresso gratuito.

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